Lo Stipendio Relazionale
25/11/2006
doppiabi.com
Due stipendi sono meglio di uno, specialmente se il secondo non è in denaro
Se è vero che la prima motivazione del dipendente a dare il meglio di se’ all’azienda per cui lavora si colloca sul piano relazionale -ambiente di lavoro, rapporti umani, caoinvolgimento, attenzionalità verso i problemi personali-
occorre mettere a punto e introdurre un doppio sistema di remunerazione ai lavoratori di ogni livello, dal top manager al fattorino.
Il primo sistema è quello classico dello stipendio in denaro più bonus e incentivi di vario genere (fringe benefits); il secondo è la “remunerazione” relazionale e consiste nel valorizzare -anzi, monetizzare- il rapporto individuale che si viene a creare tra l’azienda e chi ci lavora. La novità sta nel fatto che lo Stipendio Relazionale è alimentato e sostenuto dalle due parti in causa che si vengono a trovare in una inedita situazione bipartisan, in un rapporto di collaborazione e non di contrapposizione. L’azienda metterà nel suo Dare i valori che il lavoratore le corrisponde in termini di fiducia, lealta’, dedizione, disponibilita’, coinvolgimento, condivisione, anche di piacere e perché no divertimento. Lo stesso farà il lavoratore, accreditando l’azienda di questi stessi valori relazionali e di altri specifici come l’attenzione personale, l’ambiente di lavoro, il clima, la simpatia dei dirigenti, equità di trattamento, la pari opportunita’, la disponibilità ad accogliere suggerimenti, la solidarietà aziendale e tutto quanto crea il piacere di lavorare.
Naturalmente lo Stipendio Relazionale -SR- si basa sul presupposto di un rapporto precedente, durante il quale sarà stato possibile vivere e verificare le situazioni descritte, compilando un vero e proprio Bilancio Relazionale. Nel caso di un nuovo rapporto di lavoro quindi l’SR si compilerà dopo un anno dall’inizio.
Al momento della negoziazione individuale della remunerazione, le due parti si scambieranno il proprio Bilancio Relazionale e dovranno definirne uno condiviso, con l’auspicabile mediazione di un Ethics Officer o di uno stakeholder super partes. Il Bilancio Relazionale condiviso sarà il punto di riferimento imprescindibile per la contrattazione vera e propria in denaro. Entrambe le parti dovranno tenere conto del rispettivo Dare e Avere maturato e concordato in precedenza nel Bilancio Relazionale, per definire anche il riaggiustamento in denaro.
Infatti anche se le due parti tenderanno a minimizzare i valori relazionali di cui hanno beneficiato e ad enfatizzare per contro quelli di cui lamentano la mancanza, sarà assai difficile negare e non riconoscere benefici di cui effettivamente si è goduto, perché la natura di questi valori è trasparente, osservabile e verificabile da terza parte che può all’occorrenza essere sentita quale testimone.
Ne consegue che l’accordo sul Bilancio Relazionale è il percorso obiettivo più agevole e lo strumento meno costoso per un veloce e soddisfacente accordo salariale, una maggiore compartecipazione agli obiettivi, minore migrazione del personale, minore conflittualita’sindacale e maggiore redditività dell’impresa in un contesto di nuova, effettiva eticita’.














