Il Ministero della Qualità
29/08/2007
L’unico nuovo ministero di cui l’Italia ha veramente bisogno
Il punto centrale del malessere diffuso degli italiani, causa prima della decadenza del nostro Paese, si evidenzia nella pessima qualità dei servizi che lo Stato fornisce ai cittadini e nel conseguente rifiuto da parte loro di pagare aliquote molto elevate o addirittura indebite a fronte di prestazioni non ottenute (sanita’, trasporti, educazione, assistenza sociale, norme del rispetto ambientale, efficienza del pubblico impiego…).
Propongo di collocare quindi come punto centrale di un nuovo progetto politico l’impegno dello Stato a fornire servizi di qualità ai cittadini imponendo il parametro qualitativo in ogni trattativa sindacale e imprenditoriale. In altri termini, ogni accordo con gli imprenditori e nuovo contratto di lavoro con i sindacati di tutte le categorie può essere concordato e sottoscritto solo in funzione di un parametro qualitativo predeterminato e accettato dalle parti. Il nuovo contratto diventa operativo dopo un arco di tempo adeguato e necessario a verificare che il miglioramento qualitativo, previsto in step successivi, è effettivamente avvenuto e in mancanza del quale gli accordi sono diventano operativi e slittano alla prossima data di verifica.
I rappresentanti delle associazioni consumatori e di categoria, insieme con l’istituendo Ministero della Qualità ed un ristretto comitato di Osservatori internazionali hanno il compito di verificare i progressi qualitativi dei servizi previsti per ciascuno step. Se la verifica porta alla certificazione del miglioramento previsto, viene automaticamente autorizzata l’applicazione del bonus contrattuale corrispondente.
L’interesse generale, del lavoratore e dell’impresa in questo modo è assicurato così come la motivazione e il coinvolgimento pratico perché tutti i Cittadini desiderano beneficiare di servizi pubblici a assistenziali a livello d’eccellenza.
Qualche esempio dove un pò di qualità in più sarebbe utile, e anche gratuita? I conducenti di tram e autobus potrebbero manovrare i mezzi senza l’evidente intenzione di far urtare i passeggeri, farli ondeggiare con continue frenate e ripartenze e se ci riescono pure cadere, e potrebbero anche accettare di controllare che i passeggeri timbrino il biglietto, come accade in tutti i Paesi civili del mondo. Risultato? Tutti i passeggeri pagano e si risparmiano i controllori destinandoli ad altri incarichi, magari di sicurezza. Nella vicina Francia i conducenti d’autobus prima di ripartire controllano nello specchietto che non ci siano passeggeri in situazione precaria; negli aeroporti gli addetti scaricano le valigie appoggiandole sul nastro trasportatore nel verso giusto, per favorirne la rapida presa al passaggio. Avete presente come arrivano i nostri bagagli sul trasportatore, sempre ammesso che arrivino? Ma anche gli operatori telefonici potrebbero trattarci meglio, ovvero fare bene il lavoro per cui sono pagati, a partire dalla semplice cortesia con cui rispondono fino magari ad aiutarti a comprare il biglietto aereo più conveniente, e il camerire può servirci il piatto senza sbattercelo davanti perché è di fretta e tante altre cosucce del genere, che quando torniamo da Madrid, da Lisbona, da Dublino, da New York o da Atene ci fanno dire “ma in che razza di Paese siamo tornati?”. E si’, tutti noi che lavoriamo andiamo un pò all’estero a fare un breve ripasso dei valori, magari ne recuperiamo qualcuno -se ancora ci interessa- da restituire al nostro Paese così benestante e grasso di superfluo, ancora bello ma orfano di educazione e perfino d’allegria.
Ecco perché il movimento politico di cui ha bisogno l’Italia è il Partito della Qualità .














