Disimparare a scrivere
Disimparare a scrivere
Il paradosso nasconde l’obbligo penoso, per tutti noi ormai internettiani volenti o nolenti, di rimuovere le basi della scrittura pre-net per “resettarsi” sul nuovo stile che internet sta imponendo, pena incapacità di comunicare con gli altri.
Il problema è che non esistono regole precise della nuova scrittura, anche se ci sono corsi per apprendere cos’è lo stile web. I docenti non mancano ma è la Rete stessa che insegna a chi sa “leggere” per capire.
Devi imparare, mi dicono, a pensare in modo ipertestuale: un impegno difficile, ma dotato di ricchi premi! Il virtuoso che ne è capace prende il visitatore, che non è più un banale lettore, lo avvince con un sapiente mixage di colori e campi bianchi, testi impaginati, sparpagliati, spazi muti e animati, suggestioni emozionali e commerciali e lo scaraventa in un percorso felicemente senza capo né coda o, al contrario, astutamente preordinato. Il premio è il possesso temporaneo del viaggiatore, del suo tempo e forse della sua disponibilità a interagire, addirittura a comprare !
Allora dico, si tratta di progettare: c’è una rete formidabile di milioni di link che non chiede altro che essere cliccata per pilotare il soggetto nel sito, sottoporgli una mappa per illuderlo di potersi orientare e poi subito fermarlo, ammaliarlo con fuochi artificiali di artifici e deviarlo fuori dalle mura del web verso mete suadenti e promettenti, dal sapore lontano confezionato magari da un autore nostrano…
Allora il web writing è programmare: il punto di partenza non è necessariamente il capolinea ma un qualsiasi luogo del sito dal quale attivare un link. La rete non ha bisogno di un centro, anzi non lo ha proprio, e sembra non avere punti di arrivo. Ma di questi invece ce ne sono milioni ad attendere il click d’ingresso del visitatore al quale sembra di arrivare da lontano, dopo un lungo percorso di cui non conosce la logica e che difficilmente saprebbe ripetere. Dovrà chiedere per sapere.
…Allora scrivere sul web è interagire: non per forza ma per interesse, per piacere, per divertimento. Una ricca opzione a disposizione di chi non si accontenta di un ruolo passivo tipo telespettatore, da usare con parsimoniosa intelligenza. Meglio: una possibilità che chi progetta il sito deve saper indurre a usare a proposito.
La contraddizione interattività sta proprio in questo, che è il plus unico e incopiabile dei new media e al tempo stesso una pura facoltà a disposizione del visitatore. Il cui presupposto è la pigrizia più che la voglia di fare
E ci vuole una specifica formazione ? No, ci vuole apprendimento. La differenza sta tutta nell’essere o nel fare, e l’alternativa è brutale: se preferire essere formati o fare apprendimento.
La vecchia formazione ha fatto il suo tempo, e i suoi danni, proprio perché parte dal presupposto di educare secondo obiettivi didattici pre-stabiliti, producendo in questo modo atteggiamenti e visioni pre-determinate.
Cosa avviene infatti al momento dell’impatto con i new media? Che il “pre-formato” è inevitabilmente superato dalla realtà di giornata rendendo superata, o addirittura inutile, quella della sera prima.
Un invito a nozze per chi ha saputo “disimparare” a scrivere !
19/12/2002














