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		<title>L&#8217;Europa Etica Unita</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 21:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Confronti aperti]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo ventisette seduti attorno all&#8217;immensa tavola rotonda della Bolla del Lingotto, una grande sfera di cristallo di 14 metri di diametro posata sul tetto dell&#8217;ex-fabbrica torinese di automobili. Isolati dal resto del mondo per discutere di etica negli affari, cio&#232; di quanto sia difficile essere orientati al profitto e al tempo stesso dimostrare senso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo ventisette seduti attorno all&rsquo;immensa tavola rotonda della Bolla del Lingotto, una grande sfera di cristallo di 14 metri di diametro posata sul tetto dell&rsquo;ex-fabbrica torinese di automobili. Isolati dal resto del mondo per discutere di etica negli affari, cio&egrave; di quanto sia difficile essere orientati al profitto e al tempo stesso dimostrare senso di responsabilit&agrave; sociale. <span id="more-812"></span>&nbsp; Per non rifugiarsi nel comodo alibi fornito dai codici di comportamento che ormai ogni azienda si &egrave; dato, ho mirato alto, all&rsquo;autorit&agrave; ecclesiastica. Alla sapienza e alla milleniale pratica di speculazione mentale dei Gesuiti formatisi all&rsquo;Universit&agrave; Gregoriana, i quali mi hanno chiarito subito che non basta fare delle cose buone come la beneficienza per potersi definire etici. Cos&igrave; si allontanano e si ridimensionano brutalmente le benemerenze di chi &egrave; attento all&rsquo;ambiente, fa i bilanci sociali, promuove il commercio responsabile e consapevole, per andare dritto al cuore del problema. Cio&egrave; al cuore di ciascuno di noi che per comportarsi in modo etico deve prima avere una Coscienza, una consapevolezza etica. Il difficile sta qui ovviamente e i relatori si confrontano: se il digital divide condanna al sottosviluppo miliardi di individui che non hanno accesso alle tecnologie, &egrave; etico cercare di vender loro il software o non si deve piuttosto dar loro il software gratuitamente? Ma, controbatte un gigante mondiale dell&rsquo;informatica, se non si pagasse il software, chi metterebbe i soldi per la ricerca e lo sviluppo e la produzione? Non e&rsquo; forse buono ed etico produrre posti di lavoro e ricchezza? Max Weber e Calvino insistono sulla legittimit&agrave; e sull&rsquo;etica del profitto, che non necessariamente &egrave; un &ldquo;approfittamento&rdquo; del prossimo. Incominciamo allora, sostiene un certificatore di qualit&agrave;, a dare un rating etico alle aziende, assumendo come parametro i codici di comportamento di un ente sovranazionale come ad esempio le Nazioni Unite. In questo modo stabiliamo una vera e propria classifica alla quale il pubblico pu&ograve; fare riferimento quando si vogliano comprare azioni o fondi o presentare una domanda di assunzione, e l&rsquo;imprenditore dovr&agrave; per forza tenerne conto&hellip; Ma, obiettano i Gesuiti, con quale criterio possiamo definire etiche le norme, alle quali allora basterebbe attenersi acriticamente per sentirsi a posto con la coscienza e con la societ&agrave;, senza magari condividerle, o peggio senza metterle nemmeno in discussione? Magari in nome dell&rsquo;imperativo superiore dell&rsquo;Efficienza? Abbiamo gi&agrave; visto dove questa ossessione possa condurre l&rsquo;uomo&hellip; Dunque essere etici conviene? chiede il giornalista seduto due posti alla mia destra, mentre la Bolla s&rsquo;arricchisce del colore del sole che si alza dalla collina torinese. Oscar Wilde, gli rispondo, nella sua Decadenza della Menzogna sostiene che &ldquo;chi non dice la verit&agrave; prima o poi viene scoperto&rdquo;. Oggi viviamo in un sistema globale e tecnologico dove &egrave; sempre pi&ugrave; difficile conservare i segreti, tanto vale scegliere la via della trasparenza&hellip; Un buon management deve cercare di ottenere condivisione ed allineamento non attorno alle verit&agrave; assolute, ma a visioni plausibili. Dovr&agrave; cercare consenso, non deferenza, non sudditanza, non piaggeria. Morin osservava che &ldquo;qui al Nord non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; il tempo della riflessione e della meditazione&hellip; quando l&rsquo;uomo ha voluto dominare il pianeta &egrave; arrivato il disastro ecologico. Oggi bisogna puntare a un umanesimo della modestia, della fragilit&agrave; umana, della finitezza dell&rsquo;uomo ma che sia finalmente al servizio di tutti gli umani senza differenza di sesso, razza e religione&rdquo;. L&rsquo;Europa che auspica Edgar Morin dev&rsquo;essere all&rsquo;avanguardia nella solidariet&agrave;, che valorizza il singolo individuo e i modi in cui la persona si sviluppa e cambia nel tempo&hellip;Un&rsquo;Europa, Unita in questo modo, pu&ograve; essere la promotrice della rivoluzione etica di cui abbiamo bisogno. Bruno Bonsignore Torino, 16 Novembre 2002</p>
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