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I fondi etici in Europa crescono. Anzi, no
Indicazioni contrastanti emergono da una recente ricerca sulla diffusione dei prodotti di investimento socialmente responsabili in Europa: crescita in termini di numero dei fondi ma diminuzione degli asset. Come interpretarla?

I dati della ricerca

La finanza etica aveva abituato un po’ male i suoi sostenitori, nel senso che da quando aveva cominciato ad affacciarsi con una certa consistenza sul panorama finanziario internazionale, le cifre erano sempre state dalla sua parte, continuando a mostrare una robusta e progressiva crescita, nel numero e nella tipologia dei prodotti come nell’ammontare di risorse gestite, che pareva per certi versi inarrestabile. E più o meno in Italia avveniva la stessa cosa, pur se gli asset socialmente responsabili complessivamente non sono mai arrivati nel nostro paese all’1% del totale sul risparmio gestito.

Una recente ricerca realizzata da Avanzi SRI Research e Siri Group – network di agenzie di rating etico di cui Avanzi è co-fondatore e membro - ha fatto il punto sul fenomeno dell’”altra” finanza, registrando per la prima un dato che fa riflettere: aumenta infatti il numero dei prodotti, ma diminuiscono gli asset.

E’ chiaro che i fondi etici non potevano non risentire anch’essi dei tre anni di buio pesto vissuti dai mercati finanziari di tutto il pianeta, ma potrebbe forse esserci di più.

Vediamo intanto i numeri. Il campo d’indagine, innanzitutto, era delimitato ai fondi comuni d’investimento armonizzati destinati agli investitori privati che utilizzano criteri di selezione del portafoglio ambientali, sociali o etici.

Alla fine di giugno del 2003 i fondi etici in Europa risultano essere 313, mettendo a segno un importante +12% in 18 mesi; la precedente rilevazione, che risale al dicembre 2001, ne aveva individuati 280 (erano 159 alla fine del 1999). Il paese guida resta la Gran Bretagna - introdusse i fondi etici per prima nel vecchio continente nel 1984 – con circa il 21% dei prodotti SRI (socially responsible) europei, mentre i primi quattro paesi (Gran Bretagna, Svezia, Francia e Belgio) contano per il 63% del mercato (avevano il 68% a fine 2001).

Le note negative, su cui vale la pena riflettere, vengono dagli asset. Il patrimonio complessivamente gestito scende infatti dai 14 miliardi e mezzo di euro toccati due anni fa ai 12 miliardi e mezzo di fine giugno (erano 11 nel 1999), con un’incidenza sul totale del risparmio gestito europeo che dallo 0,40% arriva allo 0,36%. Anche in termini di asset primeggia la Gran Bretagna (32%), mentre gli altri principali mercati SRI europei oscillano tra l’8,5 e il 12%.

Come conseguenza della riduzione del patrimonio complessivo e dell’aumento del numero dei prodotti, la dimensione media dei fondi etici non poteva che diminuire, dai 51 milioni della rilevazione precedente ai 46 milioni di giugno 2003.


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