Assoetica

Pubblicità al gioco d’azzardo
Perchè non basta il buon senso


Il 6 marzo su Il post è apparso un articolo di Emanuele Nenna, La pubblicità e il gioco d’azzardo. Secondo l’autore della rubrica Spot- La pubblicità vista da dentro le campagne che mirano a vietare la pubblicità al gioco d’azzardo sono eccessivamente proibizioniste. Nenna preferisce appellarsi al buon senso dei pubblicitari.

Bruno Bonsignore, presidente di Assoetica con un passato nel mondo della pubblicità con aziende di grosso calibro, risponde.

Perchè è necessario vietare la pubblicità al gioco d’azzardo

Caro Nenna condivido tutto meno il finale “lasciatemi sognare”. Riponiamo per un po’ i sogni nel cassetto e mettiamoci a fare.

Primo, fare in modo che chi conduce il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria si assuma la responsabilità di decisioni sagge, di buon senso e non di facciata. Uno spot che invita al gioco d’azzardo con il claim “gioca il giusto” o anche “bevi con moderazione” non avrebbe mai dovuto passare se non altro per l’inaccettabile ipocrisia.

Secondo, per aiutare il pubblicitario a risolvere il suo dilemma etico (ammesso che se lo ponga) ci vuole un progetto di formazione centrato sull’ottica della professione che ha scelto. Qui siamo ancora a “bene o male purchè se ne parli (e si venda)”. Il buon Bill Bernback con le sue esortazioni etiche chi lo conosce più?

Terzo, ci sono delle proibizioni giuste, moralmente accettabili, etiche. Proibire il gioco d’azzardo, come la prostituzione, sarebbe vano ma autorizzare la pubblicità per lucrarci sopra è inaccettabile, va impedito. D’altra parte anche la pubblicazione quotidiana che i media accordano alle “escort-news” non è che una marchetta ormai esplicita alla vendita di sesso.

Infine non illudiamoci che facciano qualcosa gli altri. Gli “altri” siamo noi, finchè ci accontentiamo di chiedere agli altri che gli altri facciano qualcosa non succederà niente, ormai abbiamo imparato. Adesso dobbiamo imparare a prendere noi l’iniziativa per costringere chi ha il ruolo a fare il suo dovere. E nel suo dovere c’é quello che impedire che i cittadini si svenino per giocare il giusto a poker o al lotto o si autodistruggano incominciando a bere moderatamente a 12 anni

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