Assoetica

Lo stato nascente (Max Weber, Francesco Alberoni)

Il fenomeno più originale dei movimenti di massa e di quelli di elites è qualcosa che avviene nella mente dell’individuo. Un’esperienza, un modo di rapportarsi agli altri che tende a formare campi di solidarietà incredibilmente intensi, ha una capacità di rinnovamento, di rischio, di proselitismo straordinariamente più elevata di quella della vita quotidiana.

Il movimento è messo in moto da piccoli nuclei che esercitano una funzione di mobilitazione e guida. E’ un fenomeno allo stesso tempo individuale e collettivo, caratterizzato da un inizio sommerso e da un’esplosione brusca per la quale gli individui subiscono una mutazione di comportamento ed una rottura rispetto alle abitudini del passato.

I grandi movimenti sorgono solo quando nel sistema sociale sono maturate condizioni economiche, sociali e culturali che provocano ad un certo punto il simultaneo attivarsi di molti processi di stato nascente che è un’esperienza conoscitiva, uno scoprire ciò che era nascosto e che già esisteva.

Un’esperienza emozionale straordinaria, entusiasmante e appassionante, che mano a mano che viene elaborata e assimilata si trasforma in metodo, sistema, funzionalità, istituzione, perdendo lo slancio iniziale, poiché torna a riprodurre la quotidianità.

Lo spazio in cui agiamo in questo momento è compreso fra due poli estremi: lo stato nascente attuale e la nuova quotidianità prossima ventura.

Gratis (di Francesco Varanini)

Il prestito sta per ‘condurre alla nostra portata’. Dietro al debito aleggia il dovere: ‘avere da qualcuno’. L’interesse è ‘stare in mezzo’. La speculazione –latino speculum, ‘specchio’, radice indeuropea spek– ci parla di un ‘osservare che dura nel tempo’.

Potremmo dunque dire che chi ci finanzia compartecipa con noi nell’azione di ‘guardare al futuro’. Questa compartecipazione è certo degna di essere ricompensata.

L’indimenticabile figura Shylock scolpita da Shakespeare nel Mercante di Venezia è soprattutto ricordata come incarnazione dell’ebreo. Ma è invece piuttosto il banchiere esemplare. Per il quale senza interesse, senza mediazione finanziaria, non c’è valore.

Eppure nessuno può negare che “the for-pay economy is not the only way to create value”: così Ward Cunningham, esponente di quella cultura cui dobbiamo il software open source e il Web –risorsa che non ha prezzo, nel senso che non costa nulla. Ma anche risorse, nessuno potrà negarlo, dotate di valore, e fonte di nuovo valore.

Shylock non odia Antonio perché è cristiano. “But more”, “I hate him for that in low semplicity/ He lends out money gratis and brings down/ The rate of usance here whit us in Venice”: “perché nel suo umile candore/ presta denaro gratis, e qui a Venezia/ fa scendere il tasso di interesse.” Perché, insomma, mette in discussione il primato della finanza.

La parola tabù, il concetto inaccettabile, per Shylock, e per ogni banchiere, per ogni operatore del mercato finanziario, è gratis.

Non a caso il gratis inteso come scandalo, luogo di confine, situazione limite del mondo degli affari, attraversa la storia del romanzo: Cervantes, Carroll, Swift, Dickens, Balzac, Zola. I romanzieri parlano di ciò di cui gli economisti preferiscono tacere.

Ma sullo sfondo, al di là dei vincoli suoi propri che la finanza si sforza di imporre, resta vivo il concetto racchiuso in un elemento fondamentale del lessico indeuropeo, la radice do: il ‘passaggio di possesso’, da cui dare, ma anche dono. La pay economy non ha mai veramente soppiantato la gift economy.

Gratis, ‘graziosamente’, ‘per favore’, e gratuitus, rimandano in latino a gratus, parola antichissima del vocabolario religioso, a sua volta dalla radice indeuropea gwere, ‘cantare inni di lode’. L’aiuto di Dio trova motivazione e conferma nelle buone opere. Non esiste durevole creazione di ricchezza senza grazia: naturalezza, delicatezza, armonia, riconoscenza.