Lo stato nascente (Max Weber, Francesco Alberoni)
Il fenomeno più originale dei movimenti di massa e di quelli di elites è qualcosa che avviene nella mente dell’individuo. Un’esperienza, un modo di rapportarsi agli altri che tende a formare campi di solidarietà incredibilmente intensi, ha una capacità di rinnovamento, di rischio, di proselitismo straordinariamente più elevata di quella della vita quotidiana.
Il movimento è messo in moto da piccoli nuclei che esercitano una funzione di mobilitazione e guida. E’ un fenomeno allo stesso tempo individuale e collettivo, caratterizzato da un inizio sommerso e da un’esplosione brusca per la quale gli individui subiscono una mutazione di comportamento ed una rottura rispetto alle abitudini del passato.
I grandi movimenti sorgono solo quando nel sistema sociale sono maturate condizioni economiche, sociali e culturali che provocano ad un certo punto il simultaneo attivarsi di molti processi di stato nascente che è un’esperienza conoscitiva, uno scoprire ciò che era nascosto e che già esisteva.
Un’esperienza emozionale straordinaria, entusiasmante e appassionante, che mano a mano che viene elaborata e assimilata si trasforma in metodo, sistema, funzionalità, istituzione, perdendo lo slancio iniziale, poiché torna a riprodurre la quotidianità.
Lo spazio in cui agiamo in questo momento è compreso fra due poli estremi: lo stato nascente attuale e la nuova quotidianità prossima ventura.














