Secondo Aperitivo Etico con Zygmunt Bauman e Serge Latouche
Zygmunt Bauman e Serge Latouche sono intervenuti al secondo Aperitivo Etico sabato 27 marzo 2004.
Tema dell’Aperitivo: “Opinioni a confronto Zygmunt Bauman e Serge Latouche dalla ragione alla ragionevolezza: il responsabile dell’etica aziendale (Ethics Officer) nella modernità liquida”.
Zygmunt Bauman — Professore emerito di Sociologia all’Università di Leeds e Varsavia, studioso di Economia Morale, è una delle figure più rappresentative della sociologia contemporanea. Oggi i manager non vogliono più gestire, preferiscono che gli individui siano in grado di auto-gestirsi e di rendersi attrattivi – economicamente – per essere impiegati. Il manager non parla più di ingegneria sociale ma di culture, di network. La nuova terminologia introdotta reca con sé un messaggio di indefinitezza, fluidità, flessibilità proiettata sul breve termine. Danno la caccia alle organizzazioni che sono ancora compatte per smontarle e ristrutturarle secondo quanto le circostanze mutevoli impongono; così le moderne organizzazioni business oriented tendono ad alimentare deliberatamente un certo livello di disorganizzazione interna: quanto meno solide, tanto più adattabili e tanto meglio è.
Serge Latouche — Sociologo dell’economia ed epistemologo delle scienze umane, è esperto di rapporti economici e culturali Nord/Sud. Membro dell’INCAD, International Network for Cultural Alternative to Development di Montreal, della Rete Culture e Sviluppo Nord/Sud di Bruxelles, è docente all’Università di Parigi XI e all’Institut d’étude du developpement economique di Parigi. E’ ragionevole, sostiene Latouche, essere razionali quando ci si occupa di matematica o se per esempio si gestisce un portafoglio azionario, senza coinvolgimenti emotivi. Ma non lo è più quando si va al mercato o si fa un investimento, per il fatto che il mercato presuppone incontri con soggetti umani. Sicchè diventa ragionevole introdurre altri elementi non quantificabili nella decisione, essendo questa non riducibile ad un calcolo puramente matematico. Ad esempio, scegliere di pagare più caro i prodotti del commercio equo e solidale e quelli che rispettano l’ambiente. Così diventa ragionevole non essere troppo razionali. Infatti affidando le decisioni, ad esempio, ad una società di consulenza, l’imprenditore mutila se stesso, rinuncia alla propria umanità e alla qualità di cittadino. E in tal modo l’etica, vale a dire la sfera dei valori – giusto e ingiusto, bene e male, socialmente, umanamente, ecologicamente corretto o scorretto ecc. – viene eliminata.























